Elisa Bazzi. La pittrice del Festival

Vi siete mai domandati chi è che dipinge di giallo e nero la città di Locarno durante il Festival? Elisa Bazzi ce lo ha raccontato ieri, durante un’intervista, in cui abbiamo scoperto anche qualche curiosità sul simbolo della manifestazione, il Pardo. 

Cos’è il marketing?

Ci occupiamo di comunicare l’immagine del Festival verso l’esterno attraverso varie forme. Lavoriamo stretto contatto con i grafici e coloriamo la città di giallo e nero.

Ti piace fare il tuo lavoro?

Mi piace molto perché è un lavoro sia creativo che pratico. Bisogna essere organizzati e precisi ma lascia ampio margine per sviluppare progetti e gadget nuovi, chiaramente seguendo il brand nero e giallo

È  faticoso farlo?

C’è un periodo intenso prima del Festival, che è il mese di luglio, dove abbiamo diverse scadenze che dobbiamo rispettare, ad esempio per gli stampati, in modo che siano pronti per l’inizio della manifestazione. C’è quindi bisogno di impegno.

È bello aiutare a dirigere il Festival?

Il Festival è una grande macchina e un solo individuo non potrebbe mai riuscire a farla funzionare come si deve. È quindi molto importante riuscire a collaborare coi colleghi. Il bello di questo Festival è che si presenta sia come internazionale, sia come qualcosa di molto locale: perciò è interessante collaborare anche con gli enti regionali e con i nostri partner.

Da quanti anni fa questo lavoro?

Questo è il mio quinto Festival.

Cosa ha studiato per diventare Marketing Manager?

I miei studi non riguardano il marketing: ho studiato cinema e letteratura inglese, coltivando così la mia passione. Alla fine dell’università ho perciò deciso di buttarmi e intraprendere uno stage per il Festival cinque anni fa: è stato un colpo di fulmine e da quel momento non ho più lasciato Locarno.

Scelga un oggetto che rappresenti il tuo lavoro.

Credo che una di queste sedie gialle di Piazza Grande potrebbe ben raffigurare la mia attività il Festival: il colore è quello del nostro brand e rappresenta bene quello che facciamo.

Come si svolge la sua giornata?

Durante il Festival le giornate sono scandite da tanti impegni: di solito si comincia con una riunione mattutina con tutti i capo settore; prosegue poi in base agli eventi o appuntamenti fissati. In questi giorni ci occupiamo soprattutto di controllare che non manchi niente e che tutto sia al suo posto. A mezzogiorno si fa il punto della situazione con la redazione di LocarnoDaily, per far sì che possa partire la stampa del pomeriggio.

Passiamo ora alle domande più personali. Qual è il suo film preferito?

Questa è una domanda difficile perché ci sono tanti film che mi sono piaciuti molto… se devo sceglierne uno, credo che sia «In America», di Jim Sherdian.

Riesce a vedere i film del Festival?

L’agenda è davvero fitta, per cui è molto difficile riuscire che si riesca.

Ha qualche amico famoso?

Io mi occupo di una parte del Festival che ha meno a che fare con quella artistica, per cui non sono a stretto contatto con i nostri ospiti famosi; di questo se ne occupano i miei colleghi della programmazione.

Qual è il ricordo migliore che finora ha avuto del Festival?

L’edizione del Settantesimo è stata impegnativa ma anche molto soddisfacente, perché abbiamo portato a termine diversi progetti nuovi ed entusiasmanti, per cui resta nei miei ricordi. Anche il trasferimento del nostro ufficio al nuovo Palacinema è stato un bel momento di cambiamento positivo.

Qual è il suo hobby?

A côté del cinema, la mia passione è la musica, infatti canto e suono in un duo acustico con un mio amico.

È mai salita sul palco di Piazza Grande?

Per ora due volte: una l’anno scorso, l’altra quest’anno, a inizio Festival.

Noi del Newslab stiamo conducendo un sondaggio, ci permettiamo quindi di porle una domanda che stiamo facendo a molti dei nostri intervistati: il Pardo è un leopardo o un ghepardo?

È un leopardo. In realtà, ad essere precisi, i leopardi del nostro brand sono due: Ciota e Bandera, un maschio e una femmina. Non sono animali nostri, ma sono loro i protagonisti delle foto e i video con cui abbiamo creato tutto ciò che di pardato si trova per il Festival.

Perché è stato scelto il Pardo come simbolo di Locarno Festival?

Il Pardo non è solo l’animale del Festival, ma è anche il simbolo della città, anche se in realtà si tratta di un leone. L’idea del Pardo è però rimasta nella concezione comune e perciò il Festival ha voluto adottare come suo animale lo stesso che rappresenta Locarno, la città che ospita la nostra manifestazione.

 

Intervista a cura di Magalí e Nicolò