“SKIES”, il cielo in una stanza

Il News Lab incontra il Kollektiv Beton.

di/de Elisa Bisig e/et Louise Studer

L’11 agosto 2022 i giornalisti in erba del News Lab hanno intervistato Rebekka Friedli e Nathalie Kamber, due donne appassionate di cinema che assieme formano il Collettivo del cemento (Kollektiv Beton). Al Base Camp è ora esposta la loro ultima installazione “SKIES”, una panoramica dell’universo in tutte le sue sfaccettature, dal cemento al cielo, che i nostri giovani hanno potuto visitare.

Installation au centre de la pièce
Le NewsLab est entré dans une grande salle rectangulaire, plongée dans le noir. Au centre de cette pièce étaient éparpillés des coussins et l’on pouvait entendre d’étranges bruits. Les onze journalistes se sont assis sur un banc et ont commencé à se déchausser en silence. Puis, ils sont allés se coucher sous la toile accrochée à plusieurs poteaux, sur les oreillers. Un film y était projeté. 

Sguardi alzati verso il cielo
Il video proiettato del basso verso l’alto consisteva in una serie di immagini riguardanti la natura e la civiltà, ma spesso anche difficili da identificare in qualcosa di concreto. Le due registe raccontano che l’obbiettivo di queste immagini e dell’ambiente poetico e un po’ suggestivo della stanza era quello di far percepire allo spettatore il mondo non solo attraverso il ragionamento e la parola, ma con le proprie sensazioni e intuizioni, come in un sogno. L’installazione infatti non vuole trasmettere un vero e proprio insegnamento, ma piuttosto dare una sensazione di completezza e di legame fra ogni cosa presente nell’universo. La visione di questo particolare video ha portato noi ragazzi come in una dimensione parallela, dove l’alto e il basso si confondevano e il nostri sguardi, sempre concentrati sulla realtà delle cose concrete in terra, sono stati alzati verso il cielo.

L’idée du projet “Skies”
À la fin de la projection, les journalistes du NewsLab sont sortis de la salle de visionnage bouleversés. Ils se sont installés dans la cour ensoleillée du Base Camp en compagnie du Kollektiv Beton, et ont commencé à discuter avec Rebekka et Nathalie. Ces dernières leur ont expliqué comment leur est venue l’idée du projet “SKIES”. D’après elles, tout a commencé dans une piscine d’apprentissage, à Lucerne. Lorsque les nageurs se rendaient dans la piscine, ils obtenaient une perspective unique. Quand Rebekka et Nathalie se sont rendues compte de la beauté de ce point de vue, elles ont décidé de faire un court-métrage qui sera filmé avec la même perspective.

Dialogo con Rebekka e Nathalie
Dopo averci spiegato l’origine della loro idea, le due artiste si sono raccontate:  Petite, Rebekka voulait devenir archéologue et Nathalie ne savait pas trop. Mais à l’âge de douze ans, cette dernière a fait son premier court-métrage et ça lui a beaucoup plu. Elles ont toutes les deux fait des études de cinéma à Zurich. Prima di realizzare questo video, tutte e due hanno lavorato con dei filmati più classici, ma con questa installazione le due hanno voluto creare assieme qualcosa di diverso. Ce projet veut nous faire réfléchir sur l’espace qui nous entoure et l’environnement dans lequel nous interagissons. Le artiste vogliono mettere in evidenza come l’arte possa svilupparsi nello spazio in armonia con esso. Toutes les images vues dans ce film ont été capturées en Suisse.

Noi vi raccomandiamo assolutamente di vedere l’installazione “SKIES”!

“Mia figlia di quattro anni preferisce Piazza Grande allo streaming”

Il NewsLab ha intervistato Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Festival, e Raphaël Brunschwig, direttore operativo del festival.

di Louise Studer, Alissa Orsi, Goran Stankic e Vinicio Urbano

I giornalisti in erba del Locarno Kids hanno incontrato i due direttore del festival che li hanno accolti e messi a loro agio. Tra le domande poste, ce n’è una che si focalizza sulla dibattuta competizione tra cinema e piattaforme di streaming: il direttore artistico ammette che, in effetti, c’è un rapporto parzialmente competitivo fra il grande schermo e lo streaming, ma ha anche raccontato che proprio quest’anno c’è stato un incontro fra queste due dimensioni, visto che a Locarno sono state presentate delle puntate di una serie prodotta da una piattaforma streaming. Non si tratta quindi per forza di una competizione negativa: come ha spiegato Giona Nazzaro, “è un nuovo modo di pensare il rapporto con le immagini e le possibilità da immaginare sono ancora tante”. Per il direttore operativo non c’è dubbio: nonostante lo streaming, l’atmosfera della Piazza Grande convince anche i più piccoli.

Ecco alcune domande dell’intervista del NewsLab!

Qual è il primo film che avete visto al cinema?
Giona: Bellissima domanda, credo di non ricordarmi il titolo, credo  fosse un western italiano. Quando andavo al cinema si poteva entrare al cinema a spettacolo iniziato… quando sono uscito non ho visto il titolo.
Raphaël: Io ho visto “Il Re Leone”; ricordo di aver pianto, anche le volte dopo! Credo che piangerei ancora se lo riguardassi adesso.

Quale superpoteri vorreste avere?
Giona: Da piccolo leggevo i fumetti dei supereroi ed era una domanda che ci ponevamo in continuazione. Noi avevamo gli “albetti” e cercavamo di capire quale fosse il più potente, ma quelli meno potenti erano i più fascinosi. “Devil” era sempre il più affascinante ma era non vedente quindi era molto tragico. (…) Andando al dunque, vorrei essere il “Dottor Strange”. 
Raphaël: Io non li conosco ma se volessi avere i superpoteri vorrei poter non dormire per leggere tutto quello che voglio leggere oppure vorrei essere invisibile per andare ovunque a curiosare. 

Guardate i film del festival o non avete tempo?
Giona: I film del Festival non solo li guardiamo ma li riguardiamo più di una volta perché scegliere un film del festival è un operazione un po’ complessa perché va al di là del mi piace e il non mi piace quindi per comporre questo programma sovente i film vengono visti più di tre volte e vanno discussi e analizzati.
Raphaël: Perché lui (Giona, ndr.) possa guardarli e riguardarli e sceglierli con tutta la squadra io non li guardo. Io, con tutta la squadra, facciamo in modo che quello che lui sceglie sia mostrato a più persone possibili nel miglior modo possibile e quindi il tempo di guardarli non è tantissimo.

Il News Lab a Rete Tre

Durante la visita al polo RSI del Locarno Film Festival, il News Lab ha avuto l’occasione di partecipare a una diretta radio di Rete Tre per raccontare ad ascoltatori e ascoltatrici le attività del laboratorio. Qui sotto il link per riascoltare la puntata!

Vox populi

Terzo e ultimo giorno del Radio Lab: la sfida è registrare e montare delle interviste per un podcast “vox populi” per le strade di Locarno. I temi? Superpoteri, tennis e viaggi nel tempo.

Buon ascolto e complimenti ai giovani “radiofonici” dei MoMe Labs!

Rappa coi suoni

Il Radio Lab di oggi si è lanciato nella produzione di brani rap: la musica fatta unicamente con suoni raccolti dall’ambiente (il giardino, il bagno, il corridoio), i testi presi da film famosi (Cars, Madagascar, Monsters & Co.).

Buon ascolto!