Lorenzo Buccella. Il vigile urbano del LocarnoDaily

Oggi abbiamo avuto l’occasione e l’onore di incontrare Lorenzo Buccella, responsabile del quotidiano del Festival di Locarno, il
LocarnoDaily. Ecco come gestisce il traffico nella sua redazione.

In che cosa consiste il vostro lavoro al Locarno Daily?

Il nostro lavoro è qualcosa di molto semplice e allo stesso tempo molto complesso. Si tratta di raccontare un evento mentre avviene, usando tanti mezzi, risorse e tempi diversi. Cerchiamo dare in anticipo gli strumenti a chi si trova al festival, per facilitare le scelte del pubblico. Ci occupiamo anche di raccontare gli eventi passati e di far respirare l’aria che tira al Festival. Mettiamo al centro dell’attenzione i film, i personaggi, i registi, facendoli dialogare con le persone.

Ci spieghi cos’è il Locarno Daily.

È una rivista patinata di 32 pagine, che viene pubblicato ogni sera perché arrivi in piazza, alle migliaia di persone che partecipano al Festival. Deve essere stampato entro le 16.30, ed è qualcosa che la gente può tenere in mano come guida critica di ciò che sta succedendo.

Quali sono i vari compiti della redazione?

Ci sono i redattori che scrivono i pezzi, ci sono molto spesso degli articoli già fatti dai commissari, cioè coloro che hanno selezionato i film. Ci sono poi i fotografi, che vanno a catturare le immagini, i grafici che danno la struttura visiva al giornale. Infine c’è l’interfaccia web, dove passano tanti contenuti scritti. Un’altra branca è rappresentata dai video, di cui è responsabile Alessandro De Bon.

Il suo compito, in tutto questo, qual è?

Io coordino tutto; stendo la mappa di riferimento di quello che si deve fare. Sono un po’ il vigile urbano del traffico dell’informazione.

Durante il resto dell’anno, di cosa si occupa? 

Sono il corrispondente della RSI da Roma, quindi seguo quello che succede in Italia. In passato sono anche stato insegnante di materie cinematografiche al CISA e alla SUPSI.

Prima diceva che è un vigile urbano. Cosa significa avere tutta questa responsabilità?

È una responsabilità che non pesa troppo: è composta da scelte. La persona con cui parlo di più delle mie scelte è il direttore artistico Carlo Chatrian, il cui compito è quello di valutarle.

In che modo raccogliete le notizie per il vostro giornale? 

Siamo un giornale un po’ diverso da quelli classici: la maggior parte di informazioni sono interne, perciò l’organizzazione è più semplice, perché sappiamo come si spostano le persone all’interno del Festival. Ci sono anche momenti non prevedibili, in cui i nostri fotografi devono essere bravi a catturare gli istanti significativi.

In quale ordine vengono pubblicate le notizie?

È uno degli aspetti più complicati. Ci sono avvenimenti che impongono delle gerarchie: ad esempio, i premi non possono essere relegati all’ultima pagina. Rispetto ad altri festival, quello di Locarno ha tutti gli aspetti che sono importanti ed è quindi importante bilanciare.

Perché il giornale è in italiano e inglese?

Questa è una storia lunga che risale a quella del festival. Inizialmente le lingue ufficiali erano francese e l’inglese: questo però ha sempre sollevato delle polemiche di sottofondo, perché la piazza è in buona parte formata da gente del posto. Il giornale appariva in tutte le lingue (italiano, francese, tedesco e inglese), però in questo modo ognuno riusciva a leggere solo una parte di tutto il complesso. Allora si è deciso, quando sono diventato responsabile nel 2010, di spezzare in due: da una parte siamo tornati alla lingua del cuore della gente del posto (l’italiano) e dall’altra usare come passe-partout l’inglese, in modo da riuscire ad arrivare a un pubblico più grande.

 

Intervista a cura di Chiara