Claudio e la passione del suono

Al Forum di Locarno Festival abbiamo incontrato Claudio, tecnico audio-video, che ci ha raccontato di come la sua passione sia diventata un mestiere.

Come fai a regolare i suoni?

Fortunatamente non mi devo occupare dei suoni quando filmo, quindi il suono viene fatto altrove. Quando invece faccio le regie al Forum, devo controllare che ci sia sempre il suono, ma non cambia di molto, perché anche qui viene controllato dalla regia che è dedicata solo al suono; io faccio solo immagini.

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Le journal secret de Francesco

Oggi abbiamo incontrato Francesco, il mago dell’audio-video del Festival.

Come ti sei avvicinato al festival?

Io lo conoscevo già dall’esterno perché è un Festival molto famoso, e la fortuna è che ho un caro amico che fa il montatore per la TV e ogni tanto gli chiedevo se c’era bisogno ma in realtà non serviva, però mi facevo spiegare cosa faceva. Cinque anni fa però la persona per cui lavorava ha avuto un impegno di lavoro, mi hanno chiamato, ho fatto una prova e gli sono piaciuto quindi questo è il quinto anno non consecutivo che lavoro per il Festival.

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Nora e gli special guests del Festival

Alcune domande a Nora Pedrazzini per comprendere al meglio il suo lavoro nel settore dell’ospitalità.

In cosa consiste il tuo lavoro?

Io e le mie colleghe ci siamo occupate di invitare gli ospiti del Festival come i registri, gli attori, i produttori, direttori di fotografia e assistenti. Una volta invitati abbiamo organizzato il viaggio e l’alloggio, e in alcuni casi ci siamo occupate anche dei visti per entrare in Svizzera. Invece, durante il Festival il nostro compito è quello di accogliere gli ospiti, fornire loro gli accrediti per andare a vedere i film e dare indicazioni sulla città di Locarno e sul Festival.

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Sulle vie della comunicazione con Giulia e Vanessa

Abbiamo intervistato Giulia e Vanessa, due ragazze appartenenti al team della comunicazione del Locarno Festival. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Quanti anni avete?

Giulia: Io 26.

Vanessa: Io 24.

Perché avete deciso di lavorare al Festival quest’anno?

V: Allora, io ho finito di studiare all’università e volevo fare uno stage un po’ creativo e internazionale, così ho trovato questo posto al Locarno Festival e mi sono iscritta.

G: Io ho finito di lavorare in Italia e dopo ho deciso di vivere un’esperienza internazionale, in modo da poter anche mettere in pratica le lingu

e e perché Locarno è una bellissima città, si è presentata quest’opportunità speciale.

Cosa succede a lavoro?

G: Ogni giorno è diverso.

V: Durante il festival può capitare di tutto, per esempio ci sono giornalisti che vogliono fare un’intervista all’ultimo minuto. Inoltre, bisogna organizzare la sala, i trasporti, bisogna essere un po’ flessibile e avere pazienza.

G: Ci capita anche di correggere testi, che poi magari dobbiamo pubblicare sul sito per fare delle comunicazioni riguardo a determinati temi, eventi.

Anche lavorando al Festival riuscite a vedere qualche film? E se sì, quali?

G: Abbiamo poco tempo però a noi e capitato di essere andati a vedere in piazza grande BlacKkKlansman.

V: Ci siamo presi un po’ di pioggia, però è stato emozionante e bello perché vedere tutta la piazza che si riunisce per vedere un film è molto bello. Generalmente i film riusciamo vederli alla sera perché durante il giorno lavoriamo fino alle sei, quindi prima non riusciamo a vedere i film.

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Fermati dalla sicurezza!

Alan oggi ci ha raccontato il suo lavoro di addetto alla sicurezza.

Quale è la cosa più strana che ti è mai accaduta durante il tuo lavoro?

Proprio ieri… un signore con un cuscino in testa stava guardando una conferenza!

Quale è il personaggio più importante che ti è mai capitato di incontrare durante il tuo lavoro?

Per la Svizzera direi i vari presidenti della confederazione; a livello internazionale: il cancelliere germanico Schröder, e Draghi capo della Banca Centrale Europea.

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Michela Di Savino. L’astronauta di Locarno Festival

Ieri il nostro Andrea ha intervistato Michela Di Savino, la coordinatrice di Fotofestival. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Cosa ti piace del tuo lavoro?

Del mio lavoro mi piace che, durante il Festival, mi sembra di essere su un’astronave e ogni tanto perdo un po’ il controllo, perché accade un problema. Però, subito, lo risolviamo, quindi mi piace perché bisogna essere pronti e reattivi a contatto con persone molto famose, quindi bisogna organizzare tutto bene. Io, infatti, mi occupo di gestire tutti i fotografi e di mandarli in giro.

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Camilla Liedtke: «C’è sempre voglia di fare meglio»

La nostra Elisa, ormai espertissima intervistatrice del NewsLab, ha condotto, sul red carpet del Festival, un’avvincente intervista con Camilla Liedtke, coordinatrice degli sponsor.

In cosa consistete il suo lavoro?

Il mio lavoro consiste nella coordinazione di tutti i partner, infatti il mio ruolo è quello di coordinatrice sponsorship, e significa mettere insieme tutti i pezzettini. Abbiamo tanti partner e tante richieste, ma abbiamo anche tante esigenze, quindi dobbiamo fare in modo che tutto possa coincidere: è proprio una partnership, perché noi abbiamo bisogno di loro, e loro hanno bisogno di noi; è un dare per avere, ed è un continuo scambio. Io devo assicurarmi che tutti questi scambi funzionino, e che tutti siano contenti.

Ti piace il tuo lavoro?

Sì, è veramente molto stimolante e mi piace anche perché cambia durante tutto l’ anno, quindi non è mai noioso. C’è sempre qualcosa di nuovo: in estate si fa una cosa, in autunno se ne fa un’altra, poi c’è l’ inverno e la primavera e si ricomincia; però nessuna edizione è uguale a quella di prima, quindi è molto stimolante.

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Raphaël Brunschwig. I 360° di Locarno Festival

Il direttore operativo del Festival si racconta in italiano e in tedesco ai nostri microfoni. Intervistarlo e ascoltarlo è stato un vero onore.

Cosa significa essere il direttore operativo?

Il direttore operativo è chi si occupa dell’organizzazione di tutto ciò che riguarda il Festival, con l’eccezione dei film di cui si occupa il direttore artistico. Nello specifico vuol dire, gestire la costruzione delle strutture temporanee che sono necessarie per fare un grande festival in una piccola città, amministrare le finanze, gestire le ottocento persone che lavorano e anche del marketing, ovvero come viene comunicata la manifestazione alle persone. In generale un direttore operativo si occupa della qualità dell’esperienza di chi viene a Locarno a guardare dei film.

Da quanto tempo lavora per il Festival?

Lavoro da cinque anni, ovvero 6 edizioni. Ma come direttore operativo è il primo anno. All’inizio mi sono occupato dei finanziamenti, poi dall’anno scorso sono diventato vicedirettore operativo e con la partenza dell’ultimo direttore ho preso il suo posto.

Quante cose è necessario sapere per fare il direttore operativo?

Penso siano molte, ma è difficile spiegarle. Sicuramente però è necessario definire le priorità, saper collaborare e lavorare di squadra, inoltre è importante organizzare bene il proprio tempo. È una domanda difficile, perché non credo sia un lavoro per il quale ci sia una formazione specifica. Bisogna soprattutto conoscere bene il Festival e le sue meccaniche e un pezzo alla volta aggiungere sempre qualcosa così da poter contenere la complessità di questa manifestazione.

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