Alessandro De Bon. Il narratore del Festival

Oggi Alessandro De Bon ci ha raccontato, tra battute e risate, la storia della PardoLive TV.

Volvevo chiederle per prima cosa in che cosa consiste il suo lavoro?

Il festival deve essere raccontato, è giusto ed è bello che sia raccontato, per poterlo vivere sia live sia nel tempo. Lorenzo Buccella ed io ci occupiamo quindi di documentare l’evento in tempo reale, e di lasciarne poi memoria. Il mio lavoro riguarda la web TV, cioè la televisione del festival: sul nostro sito web vengono infatti pubblicati una serie di video-servizi che raccontano tutti i suoi aspetti, che sono moltissimi perché il festival è a tutti gli effetti una città con infiniti eventi. Narrare tutto è impossibile, perciò noi cerchiamo di documentare un po’ di tutto.

Cosa fa durante il resto dell’anno quando non c’è il festival?

Vacanza… no, scherzavo! Faccio il giornalista, lavoro per la radio e per un giornale, per il cinema. In realtà quando mi fanno questa domanda io rispondo che scrivo, racconto.

Cos’è e come funziona il PardoLive TV?

È, come dice la parola, il racconto live del festival: giorno per giorno documentiamo cosa accade durante questi undici giorni. C’è il palinsesto giornaliero, dove il pubblico può trovare il programma di ciò che facciamo: ci sono degli appuntamenti fissi come, ad esempio, il TG del mattino alle 9.45; altri invece sono imprevedibili. Cerchiamo di spaziare dal serio al divertente.

Com’è nato PardoLive TV?

È nato pochi anni fa. Nell’esplosione dell’era digitale abbiamo pensato di trovare un nuovo modo per raccontare il festival. La televisione ha bisogno di molte forze per funzionare ed è anche grazie agli informatici e al CISA che siamo riusciti in questa impresa.

Come funziona il set?

Il set varia a seconda del luogo e del tipo di servizio che costruiamo. Ad esempio quando siamo in giro per la città c’è bisogno di essere leggeri e veloci, per questo portiamo solo una telecamera con un telecamera, un microfono ambientale o da attaccare alla maglietta. Quando invece facciamo il telegiornale c’è una regia live che coordina le telecamere. In ogni caso alla fine tutto deve essere tagliato, cucito e montato.

Ci sono mai stati imprevisti o incidenti sul set?

Oooh… tutti i giorni! Non perché non siamo bravi, ma perché gli incidenti accadono in tutte le professioni, a maggior ragione in una macchina così complessa in cui tutto deve funzionare alla perfezione. L’importante è saper reagire in tempo reale per far sì che l’imprevisto non comprometta un servizio.

Lavora in gruppo o da solo? 

Lavoro con altre persone, però poi ci sono i momenti dove sono da solo, soprattutto nelle fasi di ideazione, anche se poi condivido subito tutto con i miei colleghi, in primo luogo con Lorenzo e Davide. Il bello del nostro lavoro è la coralità.

Ogni quanto aggiornate le notizie sul vostro sito? 

Non c’è un intervallo fisso. L’aspetto importante è coordinarsi e non far uscire i video tutti insieme.

Con quale criterio scegliete i trailer da mettere sul sito?

Quello è il lavoro più facile, perché le case di produzione ce ne mettono a disposizione solo alcuni: noi li prendiamo e li pubblichiamo. Poi facciamo il trailer dei trailer, cioè montiamo insieme delle parti di quelli che abbiamo per creare un unico video.

 

Articolo a cura di Elisa

3 risposte a “Alessandro De Bon. Il narratore del Festival”

  1. Bella intervista! Complimenti a Elisa e ad Alessandro De Bon. Interessante conoscere qualche aspetto del dietro le quinte!

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